Quando un padre porta il figlioletto a fare Arti Marziali
Prendo spunto da questo bellissimo articolo di Igor Salomone che mi ha fatto venire in mente le tantissime volte che ho visto un papà cercare di arrecare danno al suo figlioletto cercando di iscriverlo ad un corso di Arti Marziali.
L'Arte Marziale tradizionale non è fatta di cinture, di kimoni o di tutine cool.
Quando si porta proprio figlio ad iscriversi a qualche cosa, bisognerebbe accendere il cervello e chiedersi perchè lo si fa e quale è l'obiettivo.
Se l'obiettivo è far diventare proprio figlio famoso, farlo invidiare dagli amici, essere invidiato dagli altri papà, forse è meglio scegliere uno "sport" più in voga e che possa dare maggiori soddisfazioni: calcio, basket, pallavolo, cricket, lancio del tronco.
Se l'obiettivo invece e di sperimentare se la via delle arti marziali possa far del bene alla propria prole, aiutarla nella formazione, nella guida ed essere una esperienza di vita, non vedo come cinture, kimoni e in una certa misura anche le gare agonistiche possano essere una discriminante importante.
